La bomba atomica Ivy Mike: un grande errore costato caro al mondo

Alla fine della Seconda Guerra mondiale, furono concesse all’USA delle isole nel Pacifico che negli ultimi secoli ebbero diversi passaggi di proprietà. Su queste isole, si svolgevano diversi esperimenti scientifici, in particolare dei test sulle bombe H o ‘a idrogeno’. In particolare, nell’isola di Elugelab (atollo delle isole Marshall), era in corso nel 1952 un’operazione che prendeva il nome di “Operation Ivy”, a cui apparteneva la bomba atomica Ivy Mike. Naturalmente prima del test, furono spostati in un’altra isola quei 166 nativi che abitavano in quell’atollo e successivamente, fu fatta esplodere la bomba. I calcoli errati, portarono una grande distruzione nel paesaggio e non solo.
bomba atomica ivy mike

Una bomba atomica può raggiungere un'estensione in altezza che va oltre i 13 chilometri, anche se naturalmente si registrano bombe atomiche, come la bomba russa Zar, che hanno raggiunto un'altezza di ben 64 chilometri contando l'intera espansione del fungo.

Uno speciale Congresso della Micronesia diede nel febbraio 1973, un rapporto dell’incidente Bravo: non solo l’isola fu interamente distrutta, ma fu vaporizzata in un brevissimo tempo e circa 100 milioni di tonnellate di materiale furono rimosse e sparate nell’atmosfera. Fu creato un cratere profondo 175 piedi e di un miglio di diametro. Il fungo rosa provacato da Ivy Mike arrivò a un’altezza di 130'000 piedi (ovvero 25 miglia ovvero 40 km) in soli 15 minuti. Per descrivere la potenza di questa bomba H è necessario paragonarla a quella di Hiroshima, precisando che questa bomba era più potente di 250 volte rispetto alla precedente.
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Dove ora vedete quel cratere pieno d'acqua, un tempo c'erano sabbia, piante ed animali a viverci.