L’ex manicomio di Mombello (uno dei 10 luoghi più spaventosi al mondo)

manicomio di mombello

Sopra: foto di Roby Bettolini (esterno dell’edificio)

Angoscia. Pura. Se si vuole passare un’ora o più della propria giornata in compagnia delle peggiori sensazioni, nei dintorni di Limbiate (provincia di Monza) si può trovare il posto giusto.
Si tratta dell’ex Istituto di Cura Antonini, meglio conosciuto come Mombello, l’ultimo grande manicomio di Milano.

manicomio di mombello

Costituito da una serie di padiglioni immersi in un parco enorme, il manicomio di Mombello presenta alcuni edifici, come la storica villa Arconati-Crivelli (sede dell’istituto agrario Castiglioni) pienamente funzionanti, mentre altri sono abbandonati in uno stato di totale degrado, che aggiunge inquietudine ad un luogo già di per sé molto lugubre.

manicomio di mombello

La storia del Mombello risale al ‘500, quando una ricca famiglia milanese, i Carcano, vi costruirono la propria dimora estiva..
Nel corso dei secoli la villa cambiò di proprietà, fu ristrutturata e ingrandita più volte, fino ad essere abitata da Napoleone durante la campagna d’Italia.
Per la sua posizione e per la sua bellezza gli abitanti del posto la chiamarono familiarmente “Montebello” o più semplicemente “Mombello”.

Nel 1865, la neonata Provincia di Milano, diventatane proprietaria, decise di trasferivi i pazienti della Senavra, il manicomio cittadino.

La villa e i suoi padiglioni assunsero velocemente una fama sinistra, e le mura divennero uno spartiacque tra il mondo civile e un altro, pieno di sofferenza e tristezza: una vera e propria cittadella degli orrori psichiatrici che arrivò a contenere fino a tremila pazienti, tanto da meritare l’appellativo di “colosso” dei manicomi italiani.

manicomio di mombello

Tutta questo fino a quando la legge Basaglia, nel 1978, impose la chiusura delle strutture manicomiali.
Da allora iniziò una storia di degrado urbanistico che è sotto gli occhi di tutti.

manicomio di mombello

Immersi in un silenzio spettrale, i padiglioni sono meta di writers, tossicodipendenti, nonchè di turisti del macabro e dell’insolito. Tutto ciò che si poteva distruggere è stato distrutto, e si cammina in mezzo ai vetri e alla sporcizia. Io ci sono stato in una domenica d’estate, e non so ancora bene come abbia fatto ad uscirne senza essermi fatto neanche un graffio, e con le fotografie che accompagnano l’articolo.

manicomio di mombello

So solo che ho provato una strana sensazione di sollievo nell’essere tornato nel mondo “civile”…

Articolo di: lorenzo
Fonti: Contenuto Originale dell’autore – Milano magica e misteriosa

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