Il funerale celeste in Tibet: un rituale sacro dai risvolti inquietanti

Magari alcuni di voi ne hanno già sentito parlare…ma sicuramente nessuno l’avrà mai visto fare dal vivo! Sia perché negli anni 60’ e 70’ le autorità cinesi, nel tentativo di distruggere la cultura tibetana, l’hanno proibito, sia perché solo le persone che eseguono il rito possono essere presenti: si tratta dello “Sky Burial” o “Funerale Celeste“.
L’origine di questo rito risale a più di 2300 anni fa in epoche pre-buddhiste, quando si credeva che guerrieri, sciamani e capi religiosi avessero spiriti provenienti direttamente dal cielo (si tratta di credenze di tipo animista).

funerale celeste

Ancora oggi la pratica di questo funerale è riservata solo a coloro che hanno svolto mansioni particolari nella vita monasteriale. Inoltre il rituale si può effettuare soltanto in determinati giorni della primavera e dell’estate.

Dopo la morte il corpo rimane avvolto in un sudario per 3 o 5 giorni, per poi essere legato in posizione fetale prima di essere trasportato in montagna. Lontano dalle abitazioni, su una piattaforma di rocce appositamente preparata, ha inizio lo Jhator ( elemosina agli uccelli ), eseguito da un maestro buddhista del cerimoniale chiamato Tomden.
Il cadavere viene scuoiato dalla testa ai piedi con un coltello di 20 centimetri e la testa viene separata dal corpo. Il Tomden staccando i muscoli dalle ossa richiama gli avvoltoi con le parole “Shey, Shey” (“Cibatevi, Cibatevi”) e brucia foglie di ginepro il cui profumo assieme all’odore della carne attira questi uccelli.

funerale celeste

Il significato spirituale del rito fa parte della cultura della trasmigrazione delle anime e della circolarità della vita. Fin dall’epoca animista gli avvoltoi erano visti come incarnazione di spiriti o angeli celesti, vengono chiamati, infatti, “Dakinis” che significa proprio “danzatori del cielo”.

funerale celeste

Del corpo del defunto non deve rimanere traccia..ma tutta la materia deve ritornare nei grandi cicli della vita e perché questo accada tutto deve diventare cibo. Le ossa ed in particolare quelle del cranio vengono rotte con un martello e mescolate con farina d’orzo e date poi in pasto agli avvoltoi.

funerale celeste

funerale celeste

Se qualche resto viene scartato dagli avvoltoi, viene raccolto a parte , cremato, e le ceneri vengono sparse nell’aria. Se il corpo venisse lasciato lì, l’intero rituale risulterebbe nullo e lo spirito sarebbe condannato a rimanere sulla terra.

funerale celeste

Così come i familiari del defunto non possono assistere al funerale, il Tomden ed i suoi assistenti non possono andare a casa del morto per i due giorni successivi al rituale. Del rituale è stata data anche un’interpretazione antropologica, al di là dei significato che appartiene alla cultura locale. Lo “Sky Burial” o “Funerale Celeste” ha un senso anche ecologico perché nelle aree in cui viene praticato il terreno è roccioso e difficile da scavare mentre le basse temperature e la scarsa umidità farebbero decomporre il cadavere in tempi molto lunghi.

funerale celeste

Sia chiaro che questa pratica va presa come rituale sacro nel senso più stretto del termine. Nella cultura tibetana infatti è usanza alquanto comune ed accettata. Inutile dire che nella cultura occidentale simili rituali potrebbero essere visti come un po’ primitivi, ma va ricordato che Oriente ed Occidente hanno preso due strade diverse già molti secoli fa…