Ecco a voi una delle più antiche e belle usanze: il “caffé in attesa”

Questa che sto farvi conoscere tramite un breve racconto è un’antica usanza che purtroppo oggi si è persa, ma che come altre dovrebbe tornare a far parte della vita di tutti i giorni, per andare incontro a chi, al contrario nostro, non è stato molto fortunato.

“Ero in un bar con un mio amico, per scambiare due parole e organizzarci per la serata. Ad un tratto entrò un uomo di mezza età, giacca e cravatta e ordinò tre caffé: uno da consumare subito e due “in attesa”. Subito non capii bene cosa avesse ordinato il signore ma non gli diedi molta importanza. Continuai a parlare con il mio amico fino a quando non entrarono altre due persone. Ordinarono anche loro quattro caffé, di cui due da consumare subito e due “in attesa”.
Questa volta chiesi al mio amico cosa volesse dire e lui mi rispose “aspetta e vedrai”. Passarono pochi minuti quando vidi entrare nel bar un signore molto anziano, mal messo, vestito con abiti stracci e sporchi che chiese al barista: “c’è per caso un caffé in attesa?”
Il barista annuì e lo preparò al povero vecchietto, impaziente di consumare la sua bevanda calda.
Rimasi colpito da questo gesto: una persona povera poteva cosi’ consumare al caldo una buona bevanda, come tutti gli altri. “

caffé sospeso

Nobile simbolo di solidarietà sociale, questa usanza è nata da almeno cent’anni, in un caffé di Napoli, dove un uomo che aveva vinto una grande fortuna disse al barista che avrebbe pagato due caffé di cui uno “in sospeso” per qualche sventurato in cerca di qualcosa di caldo da bere.
Ci sono usanze che non si dovrebbero perdere…
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